Perché Bergamo è da rammendare…

RAMMENDO E RIGENERAZIONE URBANA PER IL NUOVO RINASCIMENTO
convegno promosso dalla Fondazione Italcementi Cav.Lav. Carlo Pesenti

FIERA DI BERGAMO – 24 GENNAIO 2015.

Non desidero essere controcorrente ma non posso nemmeno sottacere ciò che avviene, o non avviene, a Bergamo.
Amo la mia città, dalla quale sono stata distante troppi anni. Tornata, la ritrovo affascinante nei suoi luoghi, migliorata nel centro storico, ma con periferie da riordinare…
Quindi, mi domando: “se non si sono rimodernate le periferie ma si è pensato solo al centro è perché ci abita la borghesia bergamasca? O ci sono altri motivi che mi sfuggono?
Non ditemi che la nuova giunta targata Gori eredita ciò che ha trovato e che non potrà fare molto perché non ci sono i denari sufficienti in quanto la giunta precedente Tentorio ha lavorato male, quest’ultima dirà che non è da attribuire a lei il mal funzionamento di certi servizi in città ma bensì alla giunta Bruni che è stata un disastro…

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NON M’INTERESSA PIÙ, COME CREDO A MOLTI MIEI CONCITTADINI, CAPIRE DI CHI SIA LA COLPA PERCHÉ UN DETTAGLIO CI È CHIARO: “ NESSUNO VUOLE PRENDERSI LA RESPONSABILITÀ DI CIÒ CHE AVVIENE IN CITTÀ”.

 

 

Non m’interessa più, come credo a molti miei concittadini, capire di chi sia la colpa perché un dettaglio ci è chiaro: “ nessuno vuole prendersi la responsabilità di ciò che avviene in città”.
Questo, a mio avviso, è molto grave perché basterebbero pochi interventi mirati per renderla ancora più affascinante, più metropolitana e meno chiusa nel suo provincialismo che la penalizza sotto molti punti di vista non rendendola internazionale come invece sarebbe giusto.
Cito, con grande coraggio in questo momento storico, la frase dell’architetto Renzo Piano non perché sia un personaggio prestigioso, con una carriera entusiasmante in Italia e all’estero, ma perché è una frase di buon senso, che anche la signora Pina con altre parole ha detto mille volte:
“Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie. Ma sono proprio le periferie “la città del futuro”, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono idee”.

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“SIAMO UN PAESE STRAORDINARIO E BELLISSIMO, MA ALLO STESSO TEMPO MOLTO FRAGILE. È FRAGILE IL PAESAGGIO E SONO FRAGILI LE CITTÀ, IN PARTICOLARE LE PERIFERIE. MA SONO PROPRIO LE PERIFERIE “LA CITTÀ DEL FUTURO”, QUELLA DOVE SI CONCENTRA L’ENERGIA UMANA E QUELLA CHE LASCEREMO IN EREDITÀ AI NOSTRI FIGLI. C’È BISOGNO DI UNA GIGANTESCA OPERA DI RAMMENDO E CI VOGLIONO IDEE”.

 

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Partendo da ciò vi dico subito che il sindaco Gori è perfettamente d’accordo con quanto detto da Renzo Piano, tanto che desidera ridare propulsione alle periferie. Come? Non so. Nel suo intervento ha detto che non ci sono denari ma che è sua intenzione lavorare ad un risanamento urbano che riesca a coinvolgere direttamente la cittadinanza.

Allora, per non lasciare solo Gori in questa partita, mi domando se esistano esempi di periferie trasformate da brutti agglomerati in belli ed efficienti, in modo che ne si possa seguire le orme….
Cito le parole di Gianpietro Pesenti per incoraggiarlo: “Marsiglia, Berlino, Londra e molte altre aree urbane in cui zone vecchie e degradate hanno lasciato il posto a quartieri più sostenibili, più belli, più vivibili, contribuendo alla rinascita economica e sociale di intere città”. Tramite le parole della dottoressa Emanuela Casti, coordinatrice del progetto RIFO promosso da Italcementi e realizzato dall’Università di Bergamo per il rammendo di Bergamo, scopriamo che ciò è fattibile: “Con la demolizione di caseggiati ora mai non più sostenibili dal punto di vista della sicurezza, delle qualità ambientali, architettoniche ed urbanistiche e con la costruzione di edifici realizzati con nuovi materiali ecosostenibili e tecnologie rivoluzionarie, Bergamo ha spazi inutilizzati che vanno in questa ottica di rigenerazione urbana”.
Anche l’architetto Mario Cucinella cita esempi fattibili che i cittadini per altro chiedono a gran voce da anni: “a volte per migliorare la vita di un quartiere può bastare una nuova biblioteca, un giardino curato, un percorso pedonale tra una scuola è una palestra. Non interventi dall’alto, da “archistar”, ma soluzioni che migliorino la vita quotidiana e favoriscano l’incontro tra persone”. Non ci crederete ma Aldo Mazzocco (Presidente di Assoimmobiliare) ha persino illustrato due esempi concreti di tale evoluzione: la rigenerazione sostenibile del complesso Torri Garibaldi nell’area Porta Nuova a Milano, recentemente ultimata e il progetto Symbiosis che andrà a ricucire il territorio in adiacenza con il nuovo Museo della Fondazione Prada e l’area dismessa dell’ex scalo ferroviario.
Credo che tutti abbiate capito che non bisogna costruire altri immobili, anche se è decisamente più facile prendere un terreno vergine ed iniziare un’opera abitativa, ma si deve assolutamente ripensare alle nostre periferie. Non considerarle “ buchi neri “ ma recuperarle e rinforzarle con servizi, spazi verdi, dove la vita si svolga 24 ore al giorno, dove ci si sente appartenenti alla città non solo come residenti ma con un nuovo modo di essere urbani, in zone che non siano solo per lo shopping ma anche creative e culturali Ricordiamoci che negli anni 60-70-80 si è finalmente capito che i centri storici non andavano dimenticati ma rimodernati e che negli anni 2020-2030-2040 il rigenero delle periferie sarà la mossa vincente per i costruttori, mi correggo i “migliori costruttori”, quelli che desiderano lasciare un’impronta non solo nel loro conto corrente ma soprattutto nella storia di una città.
Lascio un commento a Maurizio Betelli in quanto promotore della campagna elettorale della lista Gori ed attualmente Presidente di InnovaBergamo, un’associazione trasversale che desidera essere uno stimolo di idee per migliorare la città: Perché mi sta a cuore questo argomento? Perchè sono un agente immobiliare e devo rispondere ai miei concittadini che considerano ancora la casa un bene primario e per acquistare vengono da me per una consulenza che io fornisco … Perché in concreto faccio visionare immobili in zone dove, per esempio, oggi il costo medio delle abitazioni è basso ma che aumenterà. Perché so che c’è in atto una riqualificazione. Concittadini che mi chiedono se conviene aprire un’attività in centro dove la concorrenza è alta o in periferia dove nasceranno altri servizi, e vogliono che illustri loro negozi appetibili per il loro commercio. Clienti che vogliono vendere o affittare per monetizzare il loro capitale ma non sanno se questo è il momento opportuno e quale valore abbia l’immobile, vogliono quindi da me un consiglio e una valutazione reale, che posso fornire con maggior precisione avendo conoscenza dei cambiamenti in atto in città. Per cui IO voglio sapere come cambierà Bergamo! Premetto che non faccio la politica e non sono seduta in giunta comunale, quindi non posso prendere decisioni in merito ai piani attuativi e organizzare una scaletta degli interventi più urgenti…

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Io, come tanti miei concittadini, ho votato chi ci ha detto: “votami perché non solo ho brillanti idee, ma anche strategie attuative per rendere migliore Bergamo”. Noi abbiamo votato ciò che più è affine alle nostre idee e aspettative, quindi adesso sta a voi, signori della politica, fare la vostra parte e dimostrarci che non abbiamo buttato via il nostro voto e che farete di Bergamo una città con servizi, case ristrutturate, ripristino di aree dismesse, per dare a noi, ai nostri figli e ai nostri genitori anziani una degna qualità di vita.
In fondo… vi abbiamo votato per questo!!

numero 22 UP – Bergamo

foto front laura - di laura adele feltri -

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